Obbiettivamente
Ma come parli? 5 Comments »Quelli che ogni due parole ci ficcano dentro un “obbiettivamente”.
(moscone)
Quelli che ogni due parole ci ficcano dentro un “obbiettivamente”.
(moscone)
La parola “intrattenimento”, che sta lentamente ma inesorabilmente dilagando come sinonimo di “divertimento”.
(moscone)
Quei nomi dal suono antiquato, tipo Wanda, Casimiro, Cesira, Ortensio: ogni volta che li sento mi viene da pensare a della vecchia tappezzeria di stoffa verde. Ed io detesto la vecchia tappezzeria di stoffa verde.
(Ponghi)
Quelli che invece di risponderti semplicemente si o no devono SEMPRE premettervi, per qualsiasi risposta, un bell’ “ASSOLUTAMENTE”. Come se si e no da soli – e punto -, non fosse abbastanza forte o autorevole.
(Bonzo)
La seguente frase dei radio/telegiornali: “E apriamo la pagina dello sport partendo NATURALMENTE dal calcio”. Ma naturalmente COSA ?!
(moscone)
Quelli che dicono “barra”. Per esempio “ci mettero’ tre BARRA quattro giorni”
(moscone)
Quello “scusi” sussurato, appena accenato, che pronuncia la madama sabauda quando deve passarti accanto per esempio in metropolitana, del quale si percepisce appena un suono pizzicato tipo “sxsi”
(Zanza)
Il linguaggio da marketing che trasforma ogni cosa in un fatto epico: “perche’ la colazione sia un’ esperienza straordinaria” (“for an extraordinary breakfast
experience”, tradotto liberamente, perche’ in inglese e’ pure peggio). Ma diosanto, e’ quel che resta di un’arancia stritolata! E vi vantate pure di non averci aggiunto nulla!
(Ponghi)
Quelli che usano uno spelling fatto in casa per certe parole: gas-gaz , cabina-gabina, berretto-berretta, ecc…
E poi mi sento colpevole perche’ a volte dico gazosa e mescolo allegramente salsiccia a salciccia.
(Ponghi)
Gli inglesismi (molto discutibili) negli annunci di lavoro: “azienda leader nel settore”, “know-how lavorativo”, “development aziendale”, “face-to-face marketing”, “working crew dinamica e vincente”… e oltretutto l’ utilizzo dei termini è quasi sempre sbagliato.
(Nameless)
Quelli che pronunciano gli acronimi inglesi un po’ in italiano e un po’ in inglese. Ad esempio “ci plas plas” (c++), “acca di emme ai” (hdmi).
(rickyviking)
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