Zaini metropolitani
Quelli che, Trasporto 2 Comments »Quelli che, in metropolitana, non si tolgono quello zaino gigantesco dalla schiena: ad ogni sussulto ti spingono in giro come se ce l’avessero proprio con te.
(Ponghi)
Quelli che, in metropolitana, non si tolgono quello zaino gigantesco dalla schiena: ad ogni sussulto ti spingono in giro come se ce l’avessero proprio con te.
(Ponghi)
Quelli che se gli fai una domanda si sentono in obbligo di farti uno spiegone di 10 minuti, senza punteggiatura e senza mai tirare il fiato, sul perche’ una cosa e’ assolutamente impossibile e poi piazzano li un “MA” -pausetta- e in due parole liquidano cio’ che ti interessava veramente sapere.
(Ponghi)
Quelli che, in un qualsiasi servizio internet che richieda la pubblicazione di una propria foto per il profilo, ficcano la classica “frontale, ma solo meta’ sinistra/destra del volto con espressione nelle intenzioni ironica/misteriosa/cool”. Il risultato e’ senza fallo non (ironico/misterioso/cool), ma l’immancabile triste cliche’ con cui stuoli di mancati designers ed architetti privi di fantasia rabboccano il loro ego rinsecchito (probabilmente prima di andare ad aprire un egualmente triste ristorante).
(Ponghi)
Quelli che invece di preparare in anticipo il biglietto si fermano nel bel mezzo del tornello d’entrata a rovistare nelle borse alla ricerca di un’ipotetica tessera. Causando file chilometriche per entrare e facendoti perdere il treno.
(redy)
Quelli che appena cade un fiocco di neve corrono immediatamente in strada ad alzare i tergicristalli della macchina e tappezzare di giornali i vetri.
(Zanza)
Quelli che iniziano un discorso con “tu mi insegni” che chiaramente sottointende “ti prendo pre il culo perche’ ne so moooolto piu’ di te”.
(Zanza)
Fin da piccoli ci e’ stato insegnato che bisogna mettere una mano davanti alla bocca mentre si starnutisce. Peccato che certa gente abbia la simpatica abitudine di vaporizzare a 180° il prodotto delle loro scorie nasali, producendo quell’odore assai fastidioso di sputo persistente nell’aria.
(maladomini)
Quelli che, a fine giornata, nel parcheggio degli impianti sciistici scaldano la macchina diesel per 15 minuti gasando tutti i presenti.
(Zanza)
Quelli che ti narrano le gesta dei loro amici altolocati coinvolgendoti come se tu non potessi assolutamente non conoscerli, mentre tu te ne stai li senza avere la piu’ pallida idea di chi siano tali persone e del perche’ le loro azioni dovrebbero anche solo lontanamente interessarti.
(Ponghi)
Quelli che in un parcheggio con 400 metri quadrati liberi devono PER FORZA parcheggiare nell’angoletto di 2 cm di fronte alla tua macchina, per la somma gioia del tuo paraurti.
(Predy)
Quelli che parlano dei fatti loro ad alta voce al telefonino ovunque si trovino, sul treno, per strada, in una sala d’attesa….
(in nonno e Zanza)
Le donne col passeggino che ti vedono arrivare e partono decise in rotta di collisione spingendolo come un ariete. Eccheccazzo, ma che vi ha fatto l’universo per dover sempre rompere i coglioni in quel modo?!?
(Ponghi)
Quelli che si fanno stampare lo scontrino dal bancomat, per poi stracciarlo e buttarlo istantaneamente. Ma perche’?
(moscone)
Tutti i gruppi creati su Facebook che iniziano con: “Quelli che…” e di conseguenza, per la proprietà transitiva il fastidio si estende anche su chi li crea…
(TonyJay)
Quando sei in fila a un bar e dopo 40 min che aspetti sotto il sole tocca alla persona davanti a te e dice: “ah si allora prendo . . mmmm .. . mmmm, te che prendi?. . mmm. . aspe, Saveriooo te che prendi?? vai anche a chiederlo a Michele” e aspetti altri 10 min ma scusa non si può essere pronti con i soldi in mano (giusti se possibile) quando tocca il prorpio turno?
(Fra)
Dopo un giorno passato a lavare piatti a mano in un rifugio, cominci ad odiare quelli che non fanno la scarpetta.
(Stefano Laltro)
Quelli che pontificano su argomenti tecnologici senza saperne una mazza, tipo “Vista e’ una merda”, ma solo per sentito dire, o per dire ad ogni costo qualcosa in una conversazione che non li puo’ riguardare, invece di approfittarne per tacere e respirare. Comunque, detto tra noi, Vista e’ una merda.
(moscone)
Quello davanti a te al bancone gastronomia del supermercato, che ordina un etto di cotto, 80 grammi di crudo, 50 di mortadella ma TAGLIATA FINE MI RACCOMANDO.
(moscone)
Quelli (probabilmente gli stessi del traghetto) che sulla spiaggia di 10×2 km vuota vengono a piazzarsi a 50 cm da voi parlando al telefonino a voce alta (almeno una telefonata ogni 2 minuti) e urlando a perdifiato al figlio che non è ancora ora del bagnetto, e allora il figlioletto si metterà a piangere… e via così.
(il nonno)
Quelli che si precipitano alle scale dei garage prima che il traghetto arrivi in porto e dovrebbero essere gli ultimi a scendere. Bloccano l’accesso ai primi chiamati e tutto si intasa: come le pecore all’uscita dal recinto.
Sono gli stessi che raggiunta infine la propria macchina nel garage, prima ancora che il portellone sia giù, accendono il motore soffocando tutti di gas e rumore.
(il nonno)
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