Le vaschette delle lavatrice
Uncategorized No Comments »Che non c’e’ modo di capire in quale vada il detersivo. E soprattutto, cosa ci dovrebbe andare nelle altre due ? In una l’ammorbidente, ma nell’altra ?
(moscone)
Che non c’e’ modo di capire in quale vada il detersivo. E soprattutto, cosa ci dovrebbe andare nelle altre due ? In una l’ammorbidente, ma nell’altra ?
(moscone)
Il formaggio fuso che resta incollato alla carta stagnola in cui hanno messo la piadina.
(vasodicoccio)
A zero, senza alcun preavviso di stanchezza nelle ore o minuti precedenti la morte.
(il nonno)
Quelli col cane al guinzaglio sul marciapiede, padrone da un lato e animale dall’ altro, che non fanno neanche il gesto di spostarsi per lasciare spazio agli altri per passare.
Per estensione i tre tizi immersi in conversazione fianco a fianco che occupano tutto il marciapiede e piuttosto che spostarsi ti danno una spallata mentre arrivi nella direzione opposta.
(Ponghi)
Quando, scendendo distrattamente dal marciapiede, dimentichi di considerare la distanza tra marciapiede e strada: il conseguente atterraggio a gamba rigida non solo e’ sconvolgente, ma fa rimbalzare il tuo cervello nella scatola cranica come un budino dentro ad un tupperware.
(Ponghi)
Sosta pipì. Individuato cesso libero. Accensione automatica della luce con sensore di presenza. Si prende in mano la questione e si inizia l’operazione di scarico. Pochi secondi e spegnimento automatico della luce (per poca presenza?). Buio pesto. Balletto da ossesso per far riaccendere la luce con grosso rischio di farla fuori dal vaso. Malgrado tutto operazione andata a buon fine. Direzione lungo il lavabo senza rubinetti visibili. Mani sotto allo specchio, un piccolo spruzzo di sapone, poi un getto d’acqua, che smette subito. Alcuni tentativi senza successo di riavere l’acqua, getto d’aria con chiasso infernale. Asciugatura del sapone sulle mani.
(il nonno)
Le unghie degli altri: per qualche ragione sembrano sempre sbagliate e mi fanno orrore.
(Ponghi)
A me fa orrore qualunque collusione tra mare e montagna. Li amo entrambi, ma separatemente.
Per esempio, gamberetti di antipasto in un ristorante in quota, chalet-di-mare, e cosi’ via.
(moscone)
…col tetto inclinato. Impossibile impilarli in dispensa.
(il nonno)
Quelli che stracuociono i piselli, fino a farli diventare grigi e grinzosi.
(Ponghi)
La collega che in tua assenza mette in “ordine” la tua scrivania.
(il nonno)
Il tassista che ti chiede: “Come si arriva là? È questo il posto?”. Cazzo ne so: sei tu il tassista!
(Ponghi)
Durante la doccia sono generalmente impegnato ad arringare folle immaginarie riguardo ai problemi dell’ universo e cosi’ mi trovo al termine delle operazioni senza sapere se ho insaponato la parte X, Y o Z. E mi tocca cominciare da capo, possibilmente senza perdermi nuovamente in fantasticherie.
(Ponghi)
Già oggetto di fastidi passati, il bugiardino sta ormai raggiungendo le dimensioni di un rotolo di carta da parati. Se poi si commette l’errore di spiegarlo per leggerlo (cosa da non fare mai) il fastidio sorge potente nel momento di ripiegarlo come prima e rimetterlo nella scatolina, operazione impossibile anche ai maggiori esperti giapponesi di origami.
(il nonno)
Quando vai a buttare il vetro ed il suono di un impatto raggiunge la frequenza perfetta per farti fischiare le orecchie.
(Ponghi)
La tipa della nuova pubblicità della schweppes che, atterrata su Marte, fluttua come se fosse in assenza di gravità cantando “Major Tom”.
(Zanza)
Da piccolo, alle elementari, mi facevano cantare Funiculí Funiculá ed altre canzoni regionali, ed io odiavo tale supplizio.
Ora che son vecchio e canuto me ne sto seduto in un pub dall’ altra parte del mondo e che cosa esce dagli schermi come sigla della Stanley Cup di hockey?
Funiculí Funiculá.
(Ponghi)
I magnetini da frigo di Schrödinger: sono sia attaccati che staccati, finché non ti avvicini. A quel punto sono definitivamente staccati, portandosi dietro il loro carico di disegnini, foto, scontrini sbiaditi e biglietti da visita di gente probabilmente ormai deceduta.
(Ponghi)
Ultimi Commenti