Centauro

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Mentre corro, mi sorpassa una moto a velocita’ smodata, al che io, come da prassi, lo mando affanculo con ampi gesti. La moto torna indietro ed il centauro mi chiede che cosa ho da protestare. Io gli faccio notare che su quella strada c’e’ il limite dei 50. Lui prima farfuglia qualcosa, poi per fortuna si ricorda del perche’ andava cosi’ forte: “Sto andando da mia nonna che sta male”.

(moscone)

Patto di Stabilita’

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Sapere il 3 di novembre che le fatture emesse il 20 di giugno a carico di un comune sono state bloccate per il “Patto di Stabilità”.

(il nonno)

Riportare gli acquisti che non funzionano

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Compri un cellulare nuovo, lo accendi, smanetti. La sera lo metti in carica e la mattina e’ ancora scarico.
Riprovi a caricarlo e nisba. Allora lo riporti al negozio: “Eh, ma non c’e’ piu’ la pellicola sul display!” E grazie al cazzo, lo dovevo pur usare, per scoprire che la batteria non funzionava. Insomma, anche dal linguaggio del corpo, capisci che cercano di farti sentire vagamente colpevole mentre stai esercitando il tuo diritto ad avere un oggetto funzionante.

(moscone)

Acqua

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Mattino plumbeo, strada di tutti i giorni, rotonda con erbetta, impianto di irrigazione automatica aperto a palla sotto pioggia torrenziale, immagini viste al tg dei milioni che muoiono di fame e di sete nel Corno d’Africa. Vergogna e fastidio.

(il nonno)

Latte in polvere

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Bambini, Storie Vere 6 Comments »

Per me e’ un lontano ricordo riemerso dalla memoria: preparare il biberon di latte in polvere. Tu metti l’acqua calda nel biberon, e fin li’ va via liscia. Poi devi aggiungere 3 o 4 dosi del cucchiaio-misurino fornito col  barattolo. Il primo va via facile, ma immediatamente il vapore dell’ acqua bagna il misurino, e quando prendi una nuova dose di polvere, quella si attacca al misurino, e la cosa non fa che peggiorare da qui in avanti. Alla fine il latte in polvere si attacca anche al collo del biberon e ti tocca grattarlo via col coltello. Due altri dettagli: il latte in polvere costa all’incirca come la cocaina, e puzza come la mortadella rancida.

(moscone)

Obsolescenza programmata

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Scoprire che il sospetto che le cose si rompano a tempo non è solo un cattivo pensiero da nonno ma una cosa assodata e con un nome altisonante: “obsolescenza programmata”. Ecco un bel documentario trasmesso da ARTE’:
http://www.youtube.com/watch?v=iB8DbSE0Y90

(il nonno)

Rapitori di carrello

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L’altro giorno alla coop avevo gia’ il carrello mezzo pieno, posteggiato al limitare della zona ortaggi mentre mi servivo di carote e zucchine. Torno verso il carrello e non lo trovo. Allora comincio a girare come un pirla per un quarto d’ora, insultandomi per non ricordare mai dove lascio le cose. Morale, qualche rimbambito evidentemente me l’aveva fregato, per poi abbandonarlo all’altro estremo del supermercato. Ma vaffanculo.

(moscone)

Funghi delle mie brame

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Nel menu’ c’e’ l’arista di maiale con contorno di funghi: la ordini e cominci a salivare. Dopo un’ora arriva la padrona del locale e ti informa: “spiacente, abbiamo finito l’arista”. Vabbeh, avevi voglia di funghi e tutti intorno a te li stanno mangiando, cosi’ le chiedi di portarti solo i funghi. Dopo 20 minuti quella torna e ti dice “spiacente, abbiamo finito i funghi”. Eh ma vaffanculo!!!

(Ponghi)

Funerali di stato

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Mike Bongiorno (pace all’anima sua), per carita’, avra’ potuto starvi simpatico. Presentatore, precursore della tv spazzatura, venditore di materassi e prosciutti. Nell’ Italia odierna, Mike Bongiorno si becca i Funerali di Stato. A me sembra una cosa allucinante.

(moscone)

Elezioni

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Tempo di elezioni (per cosa esattamente non saprei dire), ed ecco piovere i manifestini dei candidati nelle cassette delle lettere e sui parabrezza delle auto. Oggi per esempio ho trovato questo, di tale Nini Punzurudu. Sul fronte la foto di lui con gli occhi rossi da flash, sul retro il programma articolato in “cinque punti cardini” di cui mi piace riportare il quinto. Un capolavoro di vacuita’ eco-paternal-terroristico, una danza sfrenata sempre sul bordo della cappella grammaticale con finale aperto. Eccolo alla lettera:

Sport e svago: Riteniamo necessario poter garantire frequenti opportunita’ di svago, mediante l’organizzazione di svariate manifestazioni a tema, in modo tale che ognuno possa trascorrere il proprio tempo libero facendo le cose verso le quali nutre maggiori interessi, rivolgendo particolare attenzione alle attivita’ motorie adeguate a tutte le fasce d’eta’, in quanto una equilibrata vita sportiva e’ l’unico rimedio naturale per migliorare la salute fisica e mentale di ogni essere umano oltre ad essere una vera e propria prevenzione contro le peggiori piaghe sociali.

(moscone)

Uomini col borsello

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Nei Panni Altrui, Storie Vere, Trasporto 7 Comments »

A meta’ del volo per il Canada, il mio vicino dall’altra parte del corridoio, si accorge che ha dimenticato in bagno il marsupio, che si scoprira’ in seguito conteneva 4000 dollari. Ora che ritorna in bagno, il marsupio, essendo un volo Alitalia popolato per meta’ di italiani, aveva naturalmente preso a sua volta il volo. Il tipo si e’ innervosito non poco. Per alcune ore quindi ho vissuto il suo malessere, e i suoi sguardi che ogni volta che incrociavano me e tutti gli altri sembravano dire “sei stato tu fottuto bastardo, lo so che sei stato tu”. Povero. Pero’, cazzo, UNA cosa non dovevi dimenticare, e te la sei dimenticata.

(moscone)

30 secondi

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Storie Vere, Trasporto 6 Comments »

Quando chiedi un rimborso del treno e ti viene detto “siamo spiacenti di comunicarLe che non e’ stato possibile dare corso alla Sua richiesta in quanto il ritardo maturato in corso di viaggio, pari a 29,5 minuti, non supera il limite di 30 minuti previsto dalla Carta dei Servizi”.
29 virgolacinque. E’ poesia.

(needle)

In banca

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Ci sono 10 sportelli in banca, ognuno con una sola persona a fare le sue operazioni. Cosi’ ne scelgo uno a caso. E regolarmente sono dietro alla zoccola maledetta conoscente del cassiere, con cui si intrattiene per 25 minuti di amabile conversazione sulle rispettive famiglie. Quando si degna di eseguire una qualche azione vagamente collegata con il fatto di essere in banca, tipo un prelievo, si accorge di essere senza documenti: nessun problema, tanto il cassiere la conosce e le fa fare tutto senza problemi. A me avrebbe mandato via a calci in culo.
Doppio fastidio!

(Ponghi)

Treni

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Una volta prendevo il treno tutte le settimane: lavoravo in una città diversa dalla mia.
E tornavo a casa nel week end. I treni erano sporchi, anche allora. Ma potevi incontrare persone carine.

(ross)

Tu, lei…

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Tra i 35 a i 40, succede che i ragazzi piu’ giovani, per esempio i commessi dei negozi, comincino a darti del lei, anche se tu li saluti con un bel “ciao!” da supergiovane. La cosa e’ abbastanza spiazzante. Che fare? Dare a tua volta del lei? Fermarlo subito, intimandogli di darti del tu? Trovare una scusa per uscire dal negozio immediatamente?
Ma niente ti leva dalla testa il fatto che lui ormai ti ha visto come di un’altra generazione, cosa che, in effetti, e’. Comunque dopo qualche tempo il fastidio si attenua, e accetti, per lo meno, questa forma di rispetto messa a disposizione dalla lingua italiana.

(moscone)

Acquisti online

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Fai un ordine da un sito il 23 Agosto, paghi in anticipo, attendi fiducioso l’ arrivo della merce, poi il 10 settembre ti decidi a contattarli (sono anche passati quasi 20 giorni, che diamine, dov’è la mia roba?), e quelli ti rispondono candidamente che la merce che hai ordinato non è più in catalogo e ti rimborsano tramite paypal (se non li avessi contattati avrei potuto aspettare per anni, probabilmente). Controlli la mail di paypal, che ti dice che “se hai finanziato il pagamento interamente con carta, il rimborso verrà accreditato sulla stessa. L’accredito può richiedere fino a 30 giorni dall’esecuzione del rimborso, a seconda dei tempi previsti dalla società che ha emesso la carta”. Il che significa stare complessivamente 50 giorni senza i soldi versati.

(Nameless)

Tim

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Vai sul sito della tim. Cerchi di effettuare il login, ti dice “ID o password errati”. Digiti nuovamente il tutto facendo attenzione, “ID o password errati”. Ridigiti tutto con la massima attenzione, “ID o password errati”, e profilo bloccato. Inviare una nuova password tramite sms gratuito (almeno questo ce lo devono concedere), con la sintassi “TIM password”, riceverai un sms di conferma subito e uno di ulteriore conferma dopo un’ ora circa. Invii la password, niente. Cominci ad alterarti, dopo qualche minuto reinvii la password, e ti dice che la sintassi dell’ sms è errata, quella corretta è “IBOX PIN password”. Alché, definitivamente alterato, invii questa benedetta password, pensando “la faccio uguale a quella che c’ era, tanto mi risultava errata”. E invece no! Sms di conferma: “siamo spiacenti, la nuova password dev’ essere differente da quella precedente”. Prossimo alla bestemmia, rimandi l’ sms con un’ altra password ancora (stavolta direttamente con la sintassi corretta), e finalmente ti arriva la convalida: la password è stata cambiata!!

Ma tu, non contento, sedotto ed inebriato da quella frasettina finale “puoi cambiarla nuovamente in qualsiasi momento”, riprovi ad inviare la cara vecchia password a cui sei tanto affezionato… messaggio inviato… attimi di tensione… sms di conferma: la password è stata cambiata!!

Felice come un agnello la mattina di Pasqua (ma anche no) ti fiondi sul sito, inserisci l’ ID, metti la password… indovina un po’? “ID o password errati”. Riprovi, stessa cosa. Ririprovi, stessa solfa e profilo bloccato.

Il fastidio ciclico!! <.<

(Nameless)

Loquaci 2

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L’altra settimana ho preso un treno, era pieno e quindi non potevo cambiare posto.
Nel mio scompartimento c’erano due signore, una delle quali non ha mai, dico mai, mai, mai, smesso di parlare per 5 ore.

(moscone)

Loquaci

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Siete in tre, e avete preso accordi su una certa questione. Per te e’ fatta, e’ tutto chiaro ed ora hai voglia o bisogno di andartene.
Arriva il momento dei saluti e gli altri due ritornano su un punto della questione, ripetendo tutto quello su cui gia’ eravate d’accordo, piu’ eventuali digressioni inutili, cosi’ che passano altri 5 minuti prima di salutarsi nuovamente, ed il ciclo si ripete piu’ volte, giusto perche’ agli altri due piace stare li’ a continuare a parlare.
Esempio: si e’ stabilito di andare in gita a Canicatti’, domenica, alle 9.
“Allora ciao, ci vediamo domenica”.
“D’accordo, vedrai che Canicatti’ ti piacera'”.
“Sicuro. Tra l’altro, non ti ho detto che a Canicatti’ c’e’ un negozio di porcellana…”
…passano 5 minuti…
“Ok, allora ciao, a domenica”.
“Alle 9, mi raccomando”.
“Va be’, 9, 9 e dieci al massimo”.
“A proposito di ritardo, sai che ieri…”
………
E tu, spettatore, ad aspettare, indeciso se interrompere di brutto la conversazione e separare i due (perche’ di solito uno dei due deve venire via con te), o tenere duro e vedere fino a che punto puo’ arrivare l’ efferatezza dei due nel continuare a sprecare tempo.

(moscone)

Ufficio delle tasse

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Ieri vado all’ ufficio delle tasse per chiedere lumi su come pagarle, in quanto la mia situazione (lavoro per una ditta estera ma con residenza in Italia) sta facendo esplodere i migliori cervelli dell’economia italiana. L’ impiegata che mi assiste, per altro piuttosto simpatica, comincia a ravanare tra leggi, commi, postille, alla fine mi da’ il suo parere, ma conclude con: “Comunque, la persona che si occupa di queste cose torna martedi'”. Ma per dio, non potevi dirmelo subito?!
Nota di colore: mentre mi assisteva, aiutava anche un altro impiegato che stava usando il software per la compilazione (credo) delle dichiarazioni. Il tipo era ammirato dal modo in cui il software automatizzava il tutto, e la mia amica gli ha spiegato che funzionava cosi’ “essendo che lui ha dentro un algoritmo che lo calcola”.

(moscone)

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