Filo interdentale
Uncategorized 1 Comment »Srotolare 3 metri piú del necessario di filo interdentale, altrimenti scivola dalle dita durante l’uso.
(Ponghi)
Srotolare 3 metri piú del necessario di filo interdentale, altrimenti scivola dalle dita durante l’uso.
(Ponghi)
Per spengere (alla toscana) il Kindle bisogna tenere schiacciato 5-6 secondi un tastino minuscolo nelle parti basse dell’aggeggio, un’eternità ai giorni nostri. Fortissimo è il sospetto che questo strano comportamento apparentemente privo di senso in un apparecchietto così sofisticato (basterebbe toccare il tasto e dare ok per spengere, 0,5 secondini) sia in effetti studiato “ad hoc” per far desistere il lettore dallo spengerlo veramente e tritargli così i coglioni con pubblicità di centinaia di libri e cazzate varie che “potrebbero piacergli”: fastidio dietrologico.
(il nonno)
I bicchieri alti e stretti da bibita: alzi, bevi un sorso, abbassi e il riflusso del liquido avanzato ti lava la faccia.
(il nonno)
Gruppi di persone che giocano a parole crociate in luoghi pubblici (tipo un aereo). Peggio ancora se incapaci di risolvere la seguente definizione: “Il Tse-Tung politico” 3 lettere.
(Bozo)
Le minuscole briciole in fondo al sacchetto dei corn flakes: assonnato il mattino rovesci tutto nel latte e invece di croccanti e sfiziosi corn flakes ti ritrovi una immonda poltiglia.
(il nonno)
La perversione dell’asola orizzontale anziché verticale nell’ultimo bottone in basso di certe camicie. Il dito si inceppa e ci vuole un po’ a infilare il bottone.
(il nonno)
Finisce il diluvio universale e appena spunta il sole ti scoppiano le allergie.
(Ponghi)
Che sono i soli a pagare tante, tante tasse, me la smenano ogni volta.
Intanto, nel dubbio, la carta di credito non la prendono, e all’arrivo ti chiedono se vuoi la ricevuta.
(moscone)
Svegliarsi nel cuore della notte con qualcuno che ti guarda fisso (tipo psycho) aspettando che tu faccia un segno di vita e ti grida ad un volume al 100% “I need poo”, e ti devi alzare per pulirle il sederino, lavarle le mani e tirare lo sciacquone.
Ma la ciliegina e’ che lei e’ sveglia come un grillo e tu vorresti tornare a dormire. NO !
(Oskaro)
Entrare in un bagno pubblico e scoprire di avere una scarpa slacciata.
(Zanza)
Quelli che ascoltano musica o parlano al telefono con i cavi dellle cuffiette tutti attorcigliati.
(Zanza)
Quando giochi a Trivial e le carte delle domande sono inserite nel contenitore con il lato risposta a volte davanti a volte dietro.
(Zanza)
Pennette USB sempre più larghe e porte USB sempre più vicine.
(il nonno)
Quando su un gruppo o mailing list chiedi chi C’E’ per un tale cosa, e in mille rispondono che NON ci sono. Ma porco demonio, se volevo sapere chi NON c’era, chiedevo chi NON c’era, no?
(moscone)
Il vezzo di dare il voto di educazione fisica, oops scusate, “scienze motorie” per cose mai fatte prima, tipo: test di Cooper (sotto i 1700 metri sei insufficiente), salto in alto (sotto i 110 cm sei insufficiente), salto con l’asta (sotto i 5 m sei una mezza sega).
Propongo di sedere al pianoforte i professori di “scienze motorie” con lo spartito dei 12 Studi op. 8 di Skrjabin sul leggio, “se non lo leggi a prima vista sei insufficiente” (magari con l’aggiunta di un bel coppino sulla nuca).
(il nonno)
Alle 5 devi uscir di casa perché hai appuntamento con amici, alle 4.45, senza alcun preavviso, arriva una squadra di parenti che non vedi da anni.
(il nonno)
Se ti attardi di una frazione di secondo sul “Mi piace”, FB ti appioppa un bel “cuoricino rosa” che, se il commento è rivolto ad un barbuto conoscente, può portare a situazioni imbarazzanti.
(il nonno)
Il tappetino del mouse con “l’orecchia” o la piega, impossibile da appiattire.
(Zanza)
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