Quando sintonizzi la radio su una stazione, te ne allontani e perde la sintonia. Ti riavvicini, musica. Ti riallontani, rumore. Muovi a caso l’antenna e i fili, esegui una danza tribale, ed infine cambi stazione.
Quando ti procuri una piccola ferita in un posto insospettabile, tipo sulla nocca di una mano, che poi sanguina, lentamente ma inesorabilmente, per un’ora.
Che ansia mi assale quando guardo in tv il finale di una gara di ciclismo. Quando arriva il gruppo di 150 bufali a 70 all’ora, tutti attaccati, e prego che nessuno cada. Ma molto peggio, quando due corridori, in fuga da 100 km, arrivano a due dalla fine con un minuto di vantaggio sul gruppo, ed allora il loro accordo si rompe, perche’ conta solo vincere. E cominciano a rallentare, ognuno volendo che l’altro tiri ancora un pezzo per sorprenderlo alle spalle negli ultimi metri. E intanto il gruppo guadagna terreno, e mi viene da urlargli MUOVETEVI COGLIONI, NON LI VEDETE che stanno arrivando? Ma niente, piuttosto che arrivare secondi, entrambi preferiscono essere ingoiati dal gruppo, e finire fuori dai piazzamenti, dopo essersi fatti un culo cosi’. Stranezze umane.
Se mentre stai guidando ti cade una moneta in auto, per esempio dopo avere ritirato il resto da un casello, dimenticala. Essa ricomparira’ soltato la prossima volta che passerai l’aspirapolvere in macchina, con quel suono straziante di (appunto) moneta che passa attraverso il tubo di plastica.
Durante un recente viaggio in auto, ho pagato ad un casello autostradale la cifra di 8 euri con una banconota da 50. Il self mi ha dato il resto in monete da 1 e 2 euri. La sensazione e’ stata che la mia bella banconota si sia polverizzata in cambio di una manciata di monetine.
Dopo che si e’ mangiata l’anguria in famiglia, rimane una tonnellata di buccia e ti tocca portarla immediatamente nel bidone dell’umido, se no ti sgocciola fuori dai sacchetti.
Il Piccolo Tifoso Inconsolabile (PTI) e’ un virus micidiale che, al termine di ogni partita dei mondiali, attacca i siti dei giornali italiani, riempiendoli di immagini di bambini piangenti, con la faccia dipinta di colori a caso.
Tra tutte le attivita’ (compreso il coito) interrompibili, quella piu’ fastidiosa e’ quella del taglio dell’erba. Magari inizia a piovere, e devi rimettere tutto a posto, con la prospettiva di dover ricominciare il giorno dopo, e soprattutto col pensiero che il giardino, fino ad allora, rimarra’ meta’ green del golf e meta’ foresta amazzonica.
Ieri mattina ho comprato un bel rettangolone di pizza al taglio per il pranzo. La commessa mi chiede se la voglio piegata in due, ottimo, le dico senza guardare.
Quando dopo qualche ora la scarto, scopro che la marrana ha sovrapposto le due meta’ (pomodoro della fetta di sotto a contatto con la base della fetta di sopra), invece di piegarle a libro (pomodoro contro pomodoro) come fanno tutti i fornai di questo mondo. Ingestibile.
Amico sventato, che ti appresti a piantare delle piante di kiwi nel giardino, desisti finche’ sei in tempo. Il kiwi e’ una erbaccia fatta albero, i cui rami crescono a velocita’ smodata, arrotolandosi attorno a tutto cio’ che incontrano sul loro cammino, peggio che il kraken intorno alle navi dei pirati dei caraibi.
Quando ti cimenti con un nuovo linguaggio o metodologia di programmazione, e gli esempi che trovi sul web ti spiegano o come scrivere “hello fucking world” o come far decollare lo shuttle, ma niente a meta’ strada.
Residence in Liguria. Che sorpresa, c’è la raccolta differenziata: plastica, vetro, carta, e organico/inorganico. E’ già al di sopra della media della regione.
Domando al gestore del residence: “e le lattine dove vanno? con la plastica o con il vetro?”
Risposta: “Le butti dove preferisce lei”.
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