Trap
Uncategorized 6 Comments »La passione per il Trap della figlia adolescente, ià.
Da non confondere con il rap!
(il nonno)
La passione per il Trap della figlia adolescente, ià.
Da non confondere con il rap!
(il nonno)
– il registro elettronico nel suo insieme
– il/la prof che mette i compiti per l’indomani alle 6 di sera
– il test di Cooper !
– i libri nuovi che non arrivano
– i libri nuovi quando arrivano: fanno cagare, pesano come fossero di ghisa e costano come fossero d’oro.
Basta ho già la bava alla bocca.
(il nonno)
Il sito della tim e’ una roba imbarazzante, funziona 1 minuto si’ ed uno no. Potrei capire se vendessero patate, non sarebbe il loro campo, ma quelli internet vendono !
(moscone)
Quando parto per un giro in bici da corsa, di solito metto i pantaloncini con le bretelle, che vanno messi sotto a tutto il resto. Bene, stai tranquillo che nel momento esatto in cui ti infili il casco, ti viene voglia di cagare.
(moscone)
Il pelo sullo schermo dell cellulare touch, impossibile da togliere senza scatenare qualche funzione ignota.
(Zanza)
Un’altra usanza che sta prendendo piede, e’ quella di baciarsi tra uomini quando ci si incontra, al posto di una sana stretta di mano o un abbraccio. L’impressione e’ che non piaccia a nessuno, ma che per qualche motivo ce lo si aspetti dall’altra parte.
(moscone)
Si aggiorna una volta alla settimana, forse anche più spesso. Ma cos’hanno sempre da aggiornare !?
(il nonno)
Srotolare 3 metri piú del necessario di filo interdentale, altrimenti scivola dalle dita durante l’uso.
(Ponghi)
Per spengere (alla toscana) il Kindle bisogna tenere schiacciato 5-6 secondi un tastino minuscolo nelle parti basse dell’aggeggio, un’eternità ai giorni nostri. Fortissimo è il sospetto che questo strano comportamento apparentemente privo di senso in un apparecchietto così sofisticato (basterebbe toccare il tasto e dare ok per spengere, 0,5 secondini) sia in effetti studiato “ad hoc” per far desistere il lettore dallo spengerlo veramente e tritargli così i coglioni con pubblicità di centinaia di libri e cazzate varie che “potrebbero piacergli”: fastidio dietrologico.
(il nonno)
I bicchieri alti e stretti da bibita: alzi, bevi un sorso, abbassi e il riflusso del liquido avanzato ti lava la faccia.
(il nonno)
Gruppi di persone che giocano a parole crociate in luoghi pubblici (tipo un aereo). Peggio ancora se incapaci di risolvere la seguente definizione: “Il Tse-Tung politico” 3 lettere.
(Bozo)
Le minuscole briciole in fondo al sacchetto dei corn flakes: assonnato il mattino rovesci tutto nel latte e invece di croccanti e sfiziosi corn flakes ti ritrovi una immonda poltiglia.
(il nonno)
La perversione dell’asola orizzontale anziché verticale nell’ultimo bottone in basso di certe camicie. Il dito si inceppa e ci vuole un po’ a infilare il bottone.
(il nonno)
Finisce il diluvio universale e appena spunta il sole ti scoppiano le allergie.
(Ponghi)
Che sono i soli a pagare tante, tante tasse, me la smenano ogni volta.
Intanto, nel dubbio, la carta di credito non la prendono, e all’arrivo ti chiedono se vuoi la ricevuta.
(moscone)
Svegliarsi nel cuore della notte con qualcuno che ti guarda fisso (tipo psycho) aspettando che tu faccia un segno di vita e ti grida ad un volume al 100% “I need poo”, e ti devi alzare per pulirle il sederino, lavarle le mani e tirare lo sciacquone.
Ma la ciliegina e’ che lei e’ sveglia come un grillo e tu vorresti tornare a dormire. NO !
(Oskaro)
Entrare in un bagno pubblico e scoprire di avere una scarpa slacciata.
(Zanza)
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