Salame
Cibo 5 Comments »L’ inventore della fetta di salame triangolare, che mi costringe a pitagoriche acrobazie quando mi faccio il toast.
(Ponghi)
L’ inventore della fetta di salame triangolare, che mi costringe a pitagoriche acrobazie quando mi faccio il toast.
(Ponghi)
Infilare una spina in una presa di corrente al buio e’ praticamente impossibile, senza rischiare la vita. Eppure ogni volta ci provo, finche’ cedo ed vado ad accendere la luce.
(moscone)
Quando non togli per tempo il coperchio della pentola, e l’acqua erutta dappertutto.
(moscone)
Quando parli di lavoro con qualcuno circa delle persone che in passato hai “rispettato”, per esempio del professor Pinco Pallino, e scopri che il tuo interlocutore ha confidenza con il professor Pallino, per cui tu ne parli come di Pallino, mentre lui lo chiama amichevolmente Pinco, per farti capire quanto siano amiconi.
(moscone e Zanza)
La direttrice dell’ufficio postale spiega come prendere il numero giusto per far la coda: “qui ci sono le lettere e qui nella leggenda sono indicati per ogni lettera tutti i servizi disponibili…”
(vasodicoccio)
Alle riunioni di classe, di qualunque grado, c’e’ SEMPRE la mamma che deve rompere il cazzo con i problemi del SUO bambino, tipo che i bocconcini della mensa sono quadrati e non rotondi.
(moscone)
Quando ad un certo punto della giornata ti accorgi che un pelo della barba e’ sopravvissuto alla rasatura mattutina, di solito appena sotto al labbro inferiore.
(moscone)
La candeggina, che di solito uso per smacchiare i muri, e’ innucua se maneggiata per qualche minuto. Ieri l’ho usata per un paio d’ore e mi sono brasato i polpastrelli di due dita.
(moscone)
Quando un link inviato da meno di 15 giorni porta alla frase: “Ci spiace, la pagina che stai cercando non è più a questo indirizzo”. Webmaster maledetti pasticcioni.
(il nonno)
Sono un afecionado di radio Deejay, ma non a dicembre, mese in cui mettono ogni due ore la loro fottuta canzone di Natale.
(moscone)
Rivivo in mia figlia il fastidio scolastico del dovere fare il tema della gita, dopo essere andati in gita con la scuola il giorno prima. Incredibile come certe cose non cambino mai.
(moscone)
Quelli che dopo avere raccontato una cosa divertente, ricominciano da capo, con le stesse precise parole, e poi continuano finche’ piu’ nessuno ride.
(moscone)
Se devo immaginarmi l’inferno, esso e’ un enorme ristorante, nel quale si svolge un eterno matrimonio, durante il quale gli altri dannati mi invitano continuamente ad unirmi ad un trenino-samba. Il tutto in scarpe scomode.
(moscone)
Quelli che scartano l’uvetta dalla fetta di panettone lasciando un tristissimo mucchietto di acini sul tovagliolo. L’uvetta e’ l’anima del panettone !!!
(Zanza)
Milano non e’ certo una citta dagli ampi marciapiedi. L’ultima moda e’ quella di utilizzare, quando piove, mega ombrelli. C’e’ gente (per carita’, asciuttissima) che gira con ombrelli degni di un banco al mercato, costringendo te, poveretto con l’ombrellino ripiegabile a passaggi raso muro o a rischiare la vita a bordo marciapiede.
(Zanza)
L’ombrello ad apertura automatica che non resta chiuso, per cui devi usare il laccetto ed ogni volta bagnarti le mani.
Ma gli ombrelli che si aprono manualmente, li faranno ancora ?
(moscone)
Che pena, l’accendino alla fine della sua vita. Che ogni tanto ti da’ ancora una fiammella, ed allora tu non lo cestini e lo lasci ancora in giro, fino alla prossima volta che ti ricapitera’ in mano, e gli darai ancora una chance, e cosi’ via fino al prossimo trasloco, quando scoprirai negli armadi decine di accendini esausti.
(moscone)
Quando sbucci un’ arachide sul piatto pieno di bucce e ti cade, e’ irrimediabilmente persa, impossibile recuperarla.
(Zanza)
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