Plantare
Uncategorized 1 Comment »Il plantare della scarpa, magari un po’ liso, che si arriccia in punta.
(Zanza)
Il plantare della scarpa, magari un po’ liso, che si arriccia in punta.
(Zanza)
Io, che come è risaputo sono in avanzato stato di età, ho il vezzo di spedire ogni tanto cartoline ad amici e parenti: il francobollo da 70 centesimi con cui bisogna affrancarle è grosso quanto un lenzuolo e copre parte dello spazio per l’indirizzo. La dimensione in area del fancobollo è inversamente proporzionale al QI dei dirigenti delle Poste Italiane.
PS Per i più giovani: le cartoline sono delle fotografie di amene località stampate sul recto di un cartoncino sul cui verso si possono scrivere (a mano e con la biro) nella metà sinistra saluti inutili ad amici e parenti e in quella destra l’indirizzo affinché tali messaggi giungano al destinatario.
(il nonno)
Quelle donne che in spiaggia si fotografano gambe e piedi col mare sullo sfondo, e postano il tutto online. Si, ma eh beh ?
(Ponghi)
Lo strano comportamento di alcuni lettori cd, dvd e simili di recente fattura: schiacci il bottone “on” e per un po’ non succede nulla, zero, nessun segno di vita, poi, con molta calma, compare la scritta “HELLO!” che sta lì ancora per un po’ poi, sempre con calma, l’aggeggio elettronico inizia a rispondere ai comandi: dico io, a parte la confidenza di quell'”HELLO!”, ma che cazzo c’ha da fare il marchingegno diabolico in tutti quei dannati secondi di attesa??!!
(il nonno)
Mentre stai cercando di aprire la bottiglia di Cortese, con l’ausilio di idoneo e già rodato cavatappi, ti si rompe in mano il collo della bottiglia.
(vasodicoccio)
Cade la bottiglia di barbera, ancora da stappare.
Oltre al lago rosso pieno di pezzi di vetro da rimuovere, per qualche giorno un vago profumo di vin brulè nell’aria…
(vasodicoccio)
L’ orrendo “crack” che ti informa che una lumaca ha appena utiizzato la tua scarpa come propellente verso i Verdi Pascoli.
(Ponghi)
Il tettuccio apribile della mia Alfa che di per sè è una ficata ma ogni volta che lo apro mi assale una domanda che mi fa stare sul chivalà per tutto il tempo che lo lascio aperto: “E se un piccione mi caga dentro la macchina?”
(TonyJay)
Nelle varie recite di fine anno, di solito tenute in locali altamente fono-rimbalzanti, il silenzio dei genitori dura in media 1 minuto e mezzo, il tempo dell’introduzione da parte del presentatore. Da quando iniziano a sfilare i pargoli, buona parte dei genitori fa egualmente casino sia quando il figlio c’e’ (“Eccolo, eccolo! Minchia passami l’ iPad che ci faccio la foto grande”), sia quando non c’e’ (“Minchia quanto dura sta’ rrecita, ma hai visto quella come s’e’ conciata”).
(moscone)
I rotoli di carta igenica salva spazio, quelli schiacciati che vanno “riaperti” prima di inserirli nel porta rotolo. E’ impossibile ripristinare la rotondità del rocchetto, per cui gireranno male, saltellando, fino alla fine della carta.
(Zanza)
Inserire in un discorso che tratta di matematica il sintagma “Matematicamente parlando”. E grazie al cacchio, mica stavi raccontando dei Moai dell’Isola di Pasqua!
(corinto)
Le infradito sono già un fastidio di per se stesse, sbagliare ad indossarle inforcando il dito sbagliato è tremendo.
(Zanza)
I cestini dell’immondizia da cucina, con il pedale per l’ apertura del coperchio sempre irrimediabilmente rotto. Quando lo premi con le mani piene di immondizia gocciolante, il coperchio fa appena appena un accenno ad aprirsi come se sorridesse compiaciuto di averti preso per il culo.
(Zanza)
Ci sono 3500 tipi di pizza nel menù ma non basteranno mai per gli schiavi dell’originalità. “Voglio una greca, ma senza olive, senza mozzarella, con un po’ di fontina e due stigmi di zafferano”. Quando infine la pizza arriva il cameriere cerca di descriverla, dando un’occhiata agli ingredienti e, naturalmente, non viene riconosciuta dal creativo commnensale. Solo dopo due o tre giri della sala egli infine dice “ah, forse è la mia, me la faccia annusare…”.
Dalle “Cronache di cene di fine anno scolastico” del Nonno.
(il nonno)
Gli scalini larghi esattamente un passo. Salirai tutta la rampa con la stessa gamba che ha preso il primo gradino.
(Zanza)
Quelli che camminano sul marciapiede davanti a te, che magari stai perdendo il treno, disegnando inpervie traiettorie diagonali e fantasiosi arabeschi.
(Zanza)
“Ah ah ah! …Ma anche no”.
La più alta vetta di sarcasmo dei ggiovani modderni.
(corinto)
Quando telefonano per proporre nuove meravigliose offerte per il telefono fisso o cellulare, io li blocco subito dicendo che in ogni caso non ho intenzione di cambiare operatore. Mi fanno andare in bestia quelli che allora quasi si indignano perche’ io non voglio risparmiare. Ma saran ben cazzi miei ?!
(moscone)
Gia’ il porta badge e’ un fastidio di per se’, ma quelli che se ne vanno in giro, magari in pausa pranzo, con tale oggetto al collo sono fastidiosissimi!
(Zanza)
Quei doppiaggi, spesso usati nei documentari, che ti fanno appena appena intuire la voce originale che c’è sotto, ti ritrovi involontariamente ad aguzzare l’udito e perdere il filo del discorso.
(Zanza)
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