Cavo cuffiette
Uncategorized 8 Comments »Il cavo delle cuffiette del lettore mp3 che, tenuto in tasca, ha il potere di creare ingerbugli quali anelli di moebius e nodi gordiani.
(Zanza)
Il cavo delle cuffiette del lettore mp3 che, tenuto in tasca, ha il potere di creare ingerbugli quali anelli di moebius e nodi gordiani.
(Zanza)
Ogni tanto mi telefona qualche ente benefico oscuro, che mi preavvisa che un loro addetto sara’ in zona nei prossimi giorni, e dato che io risulto tra coloro che negli anni passati hanno devoluto bla bla bla.
Il bello e’ che io non ricordo assolutamente ne’ tale ente, ne’ di avergli mai dato un centesimo, e comunque questo modo di raccogliere la carita’ non mi piace. Ma forse una volta’ l’ho veramente fatto? Alla fine farfuglio qualche scusa, riattacco, e svengo.
(moscone)
Una volta temperando le matite colorate ti rimaneva la punta nel temperino solo se ti era prima caduta dal banco (e per questo venivi anche sgridato e, ai tempi di Cuore, anche menato). Ora i produttori di matite colorate scolastiche (quelle da battaglia per intenderci) hanno deciso di assecondare questo fenomeno senza più la necessità della caduta dal banco per cui la mina moderna è un composto che si sbriciola più delle meringhe tanto che una matita nuova, dovendo esser temperata più e più volte per ottenere una punta con qualche resistenza, dura il tempo di uno scarabocchio sul foglio. Che fastidio.
(il nonno)
La sedia da ufficio che viene sostituita o sconfigurata da uno sconosciuto sconsiderato: avevi passato ore a calibrarla al micron sul tuo corpo, ed il cambiamento ti lascia sgomento e smarrito.
(Ponghi)
La cracia di sporco che si accumula sotto i piedini del mouse, che di conseguenza diventa pesantissimo da spostare, e poi per pulirlo ti inzozzi le unghie!
(Zanza)
Scoprire che non solo per antichi cardinali i terremoti sono punizioni divine ma anche per il vipresidente del CNR. Persona sicuramente autorevole avendo poco dopo dichiarato che in sostanza la caduta dell’impero romano è colpa dei gay (sic).
(il nonno)
Finisci di lavorare alle 18 in una citta’ in cui i pub aprono alle 20. Finisci di lavorare alle 22 in una citta’ in cui i pub chiudono alle 23.
(Ponghi)
Quelli che “Guarda, lo so che dovevo chiamarti, ma pensa che mi e’ caduto il cellulare nel cesso ed ho perso tutti i contatti”.
Varianti: “nel lavandino pieno”, “nel mare”. Ma vaffanculo.
(moscone)
Sei bello bardato in tenuta da sci, con 10 strati, cinture, salopette, bretelle, scarponi e… ti scappa la cacca.
(Zanza)
Le frasi (vere) tipo: “vietato uscire le palline dalla piscina”, o “sto entrando la porta a destra”.
(vaso di coccio)
Quelli che si lavano i denti a secco: dentifricio su spazzolino asciutto e via sui denti.
(moscone)
La necessità di rimettere in funzione rasoio e/o ceretta con l’arrivo della primavera. Roba da scegliere di entrare in un letargo inverso solo per scamparsi le operazioni di disboscamento.
(vaso di coccio)
La tanto vantata rete di autobus elettrici Star di Torino: quando le batterie dei suddetti mezzi scendono sotto l’80% di carica (meta’ corsa!), la velocita’ si riduce a 15Km/h con strattonamenti vari. Col 60% e’ l’Iradiddio. Naturalmente dal capolinea il bus parte non agli orari specificati, ma quando il simbionte autobus/autista ha cazzi di partire.
(Ponghi)
Tastiere e mouse senza fili: quando la batteria scende al livello di criticita’, la tua vita si trasforma in un inferno di intermittenze. Tempo per scrivere questo fastidio: 3 minuti anziche’ 30 secondi.
(Ponghi)
Il Vaticano ritiene un “atteggiamento peccaminoso” la fecondazione assistita. Che fastidio, solo perché qualcuno, da qualche parte, si è fatto una sega.
(il nonno)
Quando ritiri i calzini asciutti e li ricomponi a paia ne rimane sempre almeno uno spaiato: il triangolo delle Bermude è pieno di navi, aerei e calzini.
(il nonno)
Ora, ma dico, se non riesci a lavare un determinato capo, vai in lavanderia.
E questi stronzetti non perdono l’occasione di commentare “ma queste macchie non vanno certo via, adesso vediamo cosa possiamo fare”.
Ma secondo te non lo sapevo gia’, altrimenti me la pulivo io, no? non andavo mica da quelli che si definiscono “professionisti della macchia”.
(oskaro)
Quelli che nel bar affolato prendono il caffe e rimangono belli larghi appoggiati al bancone, sorseggiando con calma, mentre dietro in mille aspettano.
(Zanza)
Quando fai una puzzetta col sedere sudato e ti sembra sia qualcosa di molto piu’ consistente del solito gas.
(Zanza e Marco)
Quelli che in autostrada stanno sulla seconda corsia, ma con due ruote sulla prima corsia, che non si sa mai…
(vaso di coccio)
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