Cimice
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(il nonno)
La cimice nella manica dell’accappatoio, appena finito la doccia.
(il nonno)
Pomeriggio a spasso per Torino.
Galleria San Federico, un gruppo di ragazzi mettono su musica, improvvisano un balletto proprio davanti al cinema LUX. Sono in tanti, sono bravi, i passanti fanno cerchio, applaudono. Che bello, pensi, sarà qualche evento nell’ambito di Artissima. Ma in un attimo l’obbrobrio si rivela in tutta la sua crudezza: un ragazzo tutto elegante trascina per mano una ragazza stupita in mezzo agli amici ballerini, le si inginocchia davanti e le chiede di sposarlo “intimamente” davanti a tutte le centinaia di presenti e alle migliaia di quelli che assistono attraverso gli occhi di centinaia di telefonini, dritti sui social, in culo al mondo. Il rigurgito di fastidio è così intenso che solo se la ragazza rispondesse al “mi vuoi sposare?” un bel “Sto Cazzo!” urbis et orbis potrei stare meglio. Invece la “sciagurata rispose” … sì, in uno scoppio di cuori di carta rossa.
E’ tutto un reality.
(il nonno)
Lione. In un locale frequentato principalmente da 25enni ordino una birra rossa e mi portano una presunta tale al gusto amarena.
Imbevibile.
(vasodicoccio)
Aspetto in macchina sotto scuola leggendo un libro in attesa della figlia. arriva un altro genitore si ferma davanti a me, motore acceso, fari negli occhi (i miei).
Inizia una lunga conversazione in viva voce ad altissimo volume. che faccio, scendo e gli sfascio i fari a colpi di cric ?
(il nonno)
1) arrivi di fretta al bancomat e il bancomat è spento
2) arrivi di fretta al bancomat e il bancomat NON C’È PIÙ
3) al bancomat il tastierino è sulla destra e tu sei mancino
4) quando restituisce la tesserina spara subito fuori i soldi senza dare il tempo di riporla nell’apposita custodia
(il nonno)
Questa folle moda di fare centinaia di chilometri per visitare due bancarelle in croce adornate da neve finta che vendono oggettini made in china.
(Zanza)
La passione per il Trap della figlia adolescente, ià.
Da non confondere con il rap!
(il nonno)
Passo davanti al bancomat, non c’è nessuno, bene. Trovo parcheggio un po’ più in là, bene. Scendo mi incammino verso il bancomat e come per incanto spuntano due o tre persone che vi si precipitano. Nell’ordine:
– due nonnine baffute e un po’ impedite che probabilmente tentano di spostare soldi da un conto in Cambogia ad uno alle Cayman, il tutto in sterline, perché stanno dentro almeno mezz’ora, bene
– una mamma con due bambine indiavolate che scappan di qui e di là mentre lei cerca di prelevare, bene
– il cinese del bazar all’angolo che viene a versare almeno 200’000 euro in fogli da 5 (visto il tempo che ci mette), bene
Dopo appena un’oretta entro infilo la tessera e non si può prelevare perché è finito il contante.
Bene.
(il nonno)
– il registro elettronico nel suo insieme
– il/la prof che mette i compiti per l’indomani alle 6 di sera
– il test di Cooper !
– i libri nuovi che non arrivano
– i libri nuovi quando arrivano: fanno cagare, pesano come fossero di ghisa e costano come fossero d’oro.
Basta ho già la bava alla bocca.
(il nonno)
Il sito della tim e’ una roba imbarazzante, funziona 1 minuto si’ ed uno no. Potrei capire se vendessero patate, non sarebbe il loro campo, ma quelli internet vendono !
(moscone)
Quando parto per un giro in bici da corsa, di solito metto i pantaloncini con le bretelle, che vanno messi sotto a tutto il resto. Bene, stai tranquillo che nel momento esatto in cui ti infili il casco, ti viene voglia di cagare.
(moscone)
Il “zZziing zZziing” continuo tutto il giorno che il vicino fa sega la legna per l’inverno.
(il nonno)
Il pelo sullo schermo dell cellulare touch, impossibile da togliere senza scatenare qualche funzione ignota.
(Zanza)
Un’altra usanza che sta prendendo piede, e’ quella di baciarsi tra uomini quando ci si incontra, al posto di una sana stretta di mano o un abbraccio. L’impressione e’ che non piaccia a nessuno, ma che per qualche motivo ce lo si aspetti dall’altra parte.
(moscone)
Com’e’ sta storia che adesso nei negozi, al mercato, eccetera, i commessi ti chiamano “caro”. “Vuoi altro, caro ?”, “Fa 19.99, caro”. Ma chi ti conosce ?!?!
(moscone)
Si aggiorna una volta alla settimana, forse anche più spesso. Ma cos’hanno sempre da aggiornare !?
(il nonno)
Srotolare 3 metri piú del necessario di filo interdentale, altrimenti scivola dalle dita durante l’uso.
(Ponghi)
Per spengere (alla toscana) il Kindle bisogna tenere schiacciato 5-6 secondi un tastino minuscolo nelle parti basse dell’aggeggio, un’eternità ai giorni nostri. Fortissimo è il sospetto che questo strano comportamento apparentemente privo di senso in un apparecchietto così sofisticato (basterebbe toccare il tasto e dare ok per spengere, 0,5 secondini) sia in effetti studiato “ad hoc” per far desistere il lettore dallo spengerlo veramente e tritargli così i coglioni con pubblicità di centinaia di libri e cazzate varie che “potrebbero piacergli”: fastidio dietrologico.
(il nonno)
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