Il lardo del prosciutto
Quelli che 13 Comments »Quelli che ad ogni costo devono meticolosamente scartare ogni minima traccia di grasso bianco dalla fetta di prosciutto.
(Zanza)
Quelli che ad ogni costo devono meticolosamente scartare ogni minima traccia di grasso bianco dalla fetta di prosciutto.
(Zanza)
Quelli che nel bagno dell’ufficio abbandonano degli stronzi che paiono delle sculture di pietra pomice. Non importa quel che farai: loro resteranno li orgogliosi ed inaffondabili e ti costringeranno ad uscire di nascosto dal bagno anche se non sei stato tu a farli.
(Ponghi)
Quelli che quando li saluti dandogli la mano non la mollano piu’ per un secolo e tu ti ritrovi imbarazzato nel non saper come fare per riprendere possesso della tua appendice.
(Zanza)
Che dire di quegli intelligentoni che in autostrada a 3 corsie se ne stanno inchiodati al centro, anche con la corsia di destra libera per 5 km davanti e dietro, obbligandoti a superarli su quella di estrema sinistra e trasformanxo cosi’ di fatto una bella autrostrada a 3 corsie in una a 2?
(Bonzo)
Quelli che vanno a fare il check-in per l’aereo con una valigia grande come un suv piena di bottiglie di acqua, forbici e fucili da caccia, e non vogliono capire che NO, NON PUOI PASSARE CON QUELLA ROBA, mentre tu sei in coda dietro con l’ansia di non arrivare in tempo al gate.
(moscone)
Quei gran maleducati che sembrano non fare caso alle loro dimensioni abnormi e si siedono accanto a te nella metro prendendo metà del tuo posto e metà del posto dell’altro vicino. E tu devi stare tutto il tempo a lottare per non venire schiacciato.
(Predy)
Quelli che avanzano la crosta della pizza.
(Zanza e Marco)
Quelli che ti superano nella corsia di entrata in tangenziale.
(King)
Quelli che girano con l’ ombrello aperto anche quando viene giu’ una goccia ogni mezz’ora e ti passano con le stecche a tre millimetri dagli occhi.
(Zanza)
Premetto che gia’ mi irrita da morire il rumore galoppante che fanno certe donne con i tacchi delle scarpe durissimi e pesantissimi. Ci sono poi quelle, di solito dalla falcata corta, che ti camminano dietro facendo clopclop con un ritmo irraggiungibile anche per un quadrupede e che, per di piu’, un passo ogni tre strisciano il tacco. Dal suono che emettono ti pare che debbano superarti in un secondo come dei treni in corsa, invece stanno li dietro a zampettare come delle matte per centinaia di metri.
(Ponghi)
Ti siedi al bar per mangiare e di fianco a te, nel solito tavolino a 5 cm dal tuo, arriva una coppietta di fidanzati (no anelli alle dita), e riconosci in lei la donna stracciacazzi. Essa e’ identificabile in prima istanza dall’ abbigliamento (a 25 anni si veste e si pettina come mia zia, e porta la sciarpa anche ad agosto), ed in seconda dalla litania infinita di lamentele che inizia a propinare al fidanzato. Il quale, tra l’altro, viene da essa additato come responsabile della maggior parte possibile dei suoi motivi di discontento. Tu vorresti allora trovare il coraggio di urlargli (a lui) in faccia “MA MANDALA AFFANCULO”, se non che quel coraggio non ce l’hai, anche perche’ poi magari lui ti gonfia. Ultima nota: al momento del caffe’, la nostra eroina lo ordina “decaffeinato e col dolcificante”. Tipico.
(moscone)
Quelli che, in metropolitana, non si tolgono quello zaino gigantesco dalla schiena: ad ogni sussulto ti spingono in giro come se ce l’avessero proprio con te.
(Ponghi)
Quelli che se gli fai una domanda si sentono in obbligo di farti uno spiegone di 10 minuti, senza punteggiatura e senza mai tirare il fiato, sul perche’ una cosa e’ assolutamente impossibile e poi piazzano li un “MA” -pausetta- e in due parole liquidano cio’ che ti interessava veramente sapere.
(Ponghi)
Quelli che, in un qualsiasi servizio internet che richieda la pubblicazione di una propria foto per il profilo, ficcano la classica “frontale, ma solo meta’ sinistra/destra del volto con espressione nelle intenzioni ironica/misteriosa/cool”. Il risultato e’ senza fallo non (ironico/misterioso/cool), ma l’immancabile triste cliche’ con cui stuoli di mancati designers ed architetti privi di fantasia rabboccano il loro ego rinsecchito (probabilmente prima di andare ad aprire un egualmente triste ristorante).
(Ponghi)
Quelli che invece di preparare in anticipo il biglietto si fermano nel bel mezzo del tornello d’entrata a rovistare nelle borse alla ricerca di un’ipotetica tessera. Causando file chilometriche per entrare e facendoti perdere il treno.
(redy)
Quelli che appena cade un fiocco di neve corrono immediatamente in strada ad alzare i tergicristalli della macchina e tappezzare di giornali i vetri.
(Zanza)
Quelli che iniziano un discorso con “tu mi insegni” che chiaramente sottointende “ti prendo pre il culo perche’ ne so moooolto piu’ di te”.
(Zanza)
Fin da piccoli ci e’ stato insegnato che bisogna mettere una mano davanti alla bocca mentre si starnutisce. Peccato che certa gente abbia la simpatica abitudine di vaporizzare a 180° il prodotto delle loro scorie nasali, producendo quell’odore assai fastidioso di sputo persistente nell’aria.
(maladomini)
Quelli che, a fine giornata, nel parcheggio degli impianti sciistici scaldano la macchina diesel per 15 minuti gasando tutti i presenti.
(Zanza)
Quelli che ti narrano le gesta dei loro amici altolocati coinvolgendoti come se tu non potessi assolutamente non conoscerli, mentre tu te ne stai li senza avere la piu’ pallida idea di chi siano tali persone e del perche’ le loro azioni dovrebbero anche solo lontanamente interessarti.
(Ponghi)
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