Regalo dalla scuola
Uncategorized 2 Comments »Argh, mia figlia ha di nuovo preso i pidocchi !!
(vasodicoccio)
Argh, mia figlia ha di nuovo preso i pidocchi !!
(vasodicoccio)
Non che io sia un fan della privacy a tutti i costi. Certo, spiegare i casi tuoi al farmacista, con quello dietro che aspetta il suo turno praticamente appollaiato sulla tua spalla, e’ una bella rottura di coglioni.
(moscone)
La gomma al fondo del lapis finisce sempre prima del lapis: vuol dire che cancello più di quanto si scrivo, boja fauss.
(il nonno)
Avendo io una certa età e dovendo prendere le gocce alla sera (soprattutto quando torno un po’ su di giri dalla bocciofila), combatto quotidianamente con ‘sti c…o di contagocce moderni che, a seconda delle condizioni di pressione atmosferica, o non mollano la goccia neanche a spaccare il tubetto o ne sparano una raffica veloce che non riesci a contare.
Ma i vecchi cappucci con il tubettino di vetro e la pompettina di gomma che si usavano quando ero giovane io e che andavano tanto bene, no eh?
(il nonno)
Quelle pubblicita’ in cui il figo di turno si da’ una passata di rasoio sulla faccia ed asporta perfettamente ogni pelo ed imperfezione della pelle, con un ghigno di soddisfazione e tracotanza.
(moscone)
… fatti con una palata di ghiaia catramata nelle buche piene d’acqua della pioggia del giorno prima: non attaccherà mai e tutti lo sanno, così si spreca ghiaia, catrame, tempo dei cantonieri (che sono sempre indaffaratissimi) per niente.
(il nonno)
Una volta, se una sedia era troppo bassa, ci mettevi un cuscino e via. Adesso devi andare a cercare tra 10 pompette, leve, manopole e bilancieri solo per trovarti seduto in una struttura sempre piu’ disarticolata. E c’e’ sempre l’introvabile maledetto controllo nascosto dello schienale che dovrebbe trasformare in una sedia normale la specie di sdraio basculante su cui spendi le tue miserabili giornate.
(Ponghi)
Quelli che quando gli dici che hai perso qualcosa, ti chiedono “Ma dove l’hai perso?”. E se lo sapevo, mica l’avevo perso, no?
(moscone)
Quando nei musei di argomento scientifico o simile i marchingegni interattivi che dovrebbero spiegare le cose “giocando” non funzionano perché rotti o spenti: faccio mio tutto il fastidio che si vede sul volto giustamente deluso e incazzato dei bambini.
(il nonno)
La carta igienica indonesiana: sottile ed impalpabile piu’ di quel che Giovanni Rana potrebbe sognare, e’ tuttavia del tutto inadatta alle durezze del crudele lavoro laggiu’ e dopo un paio di spatolate si trasforma in una poltiglia simile a cartapesta.
(Ponghi)
Il maledettissimo sistema di strappo della carta igienica che o non si strappa bene e lascia un piccolo pezzo attaccato al rotolo e se cerchi di portare a pari lo stesso si strappa a metà, oppure hai selezionato quattro tronconi e quando tiri te ne vengono via tre lasciandone uno li’ appeso al rotolo… che fare? Riavvolgere oppure tentare la SFIDA DELLO STRAPPO SINGOLO ?
(TonyJay)
Per quanta attenzione tu faccia schegge arancioni schizzan da tutte le parti: per terra, sul salino, sul bordo dello sportello della lavastoviglie semiaperto. Il dramma è che se non le trovi tutte subito, dopo qualche giorno saranno secche e appiccicatissime. Uf!
(il nonno)
Quando l’ombrello, che tieni chiuso perché pioviggina appena, ti scivola dalle mani e cade in una profonda pozzanghera riempiendosi d’acqua come un secchiello.
(il nonno)
Quando ti danno un numero, per esempio per un deposito bagagli, e quel numero e’ un 6, o forse un 9 ?
(moscone)
La borsa a tracolla del computer con la cinghia sufficientemente lunga da permetterti di aprire la tasca mentre la indossi ma non di raggiungere le chiavi sul fondo.
(Zanza)
Il prurito che si scatena quando una sbucciatura un po’ consistente sta per guarire.
(Sara)
Leggere che, se non incassiamo i soldi dovutici da una assicurazione sulla vita, tali denari verranno inglobati dal fondo “vittime delle frodi finanziarie”.
(Ponghi)
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