Ma anche no
Ma come parli? No Comments »“Ah ah ah! …Ma anche no”.
La più alta vetta di sarcasmo dei ggiovani modderni.
(corinto)
“Ah ah ah! …Ma anche no”.
La più alta vetta di sarcasmo dei ggiovani modderni.
(corinto)
Quando telefonano per proporre nuove meravigliose offerte per il telefono fisso o cellulare, io li blocco subito dicendo che in ogni caso non ho intenzione di cambiare operatore. Mi fanno andare in bestia quelli che allora quasi si indignano perche’ io non voglio risparmiare. Ma saran ben cazzi miei ?!
(moscone)
Gia’ il porta badge e’ un fastidio di per se’, ma quelli che se ne vanno in giro, magari in pausa pranzo, con tale oggetto al collo sono fastidiosissimi!
(Zanza)
Quei doppiaggi, spesso usati nei documentari, che ti fanno appena appena intuire la voce originale che c’è sotto, ti ritrovi involontariamente ad aguzzare l’udito e perdere il filo del discorso.
(Zanza)
Mangi con grande delizia una sorta di gorgonzola dalle cavernose profondita’ muffose, quando tua moglie osserva, in modo casuale: “potrebbe viverci un ragno li’ dentro.”.
Bon. Finito. L’ innocenza e’ perduta e non potrai mai piu’ metterti in bocca un frammento di quel formaggio senza prima raccomandarti agli dei del Valhalla.
(Ponghi)
Il prurito all’occhio che, ovviamente, ti viene non appena hai indossato la maschera da sci o il casco integrale.
(Zanza)
“Vuoi un passaggio?”
“No, grazie, vado a piedi così faccio una passeggiata”
“Ma sei matto? Dai, sali su!”
Voglio farmi la mia dannatissima passeggiata! Se avete le ginocchia frolle, non è colpa mia. Uff.
(corinto)
La pietrolina che ogni tanto si incastra nello pneumatico, soprattutto d’estate con i finestrini aperti magari viaggiando lentamente: tic, tic, tic, tic… ad ogni rotazione.
(Zanza)
Questo modo di dire che sta prendendo piede, “Tanta Roba”, per indicare qualcosa di bello. Terribile.
(moscone)
Il filo d’acqua che decide di uscire dalla doccia, fuori tempo massimo, dopo che hai gia’ indossato l’accappatoio, e ti cola sereno sulla spalla sinistra. Ha l’effetto inzuppante di un idrante dei pompieri.
(Zanza)
Che cosa ha la mia faccia che ti stimola a tentare di fare la piu’ grande conversazione della tua vita? Se ho preso il tuo taxi e’ solo perche’ o sono stravolto, o sono ubriaco, o sono straincazzato. Grugniti e monosillabi non ti indicano che non me ne fotte niente di interagire riguardo a dove si trovi il tuo posticino preferito per mangiare i gnocchi?
(Ponghi)
Quelli che dicono “info” al posto di “informazioni”, tipo: “Hai avuto info sul quel progetto?”. Ma che diavolo di parola e’ !?
(Zanza)
Le ridicole percentuali nelle pubblicita’ della Apple: il nuovo ipad e’ il 33% piu’ leggero, il nuovo mac 2.5x piu’ veloce, il nuovo schermo 16,3% piu’ luminoso…
(Zanza)
Grattare un’ unghia contro una superficie scabrosa mentre si lavora e avere la sensazione di essersela frantumata fintantoché non si controlla.
(corinto)
Se non mi invitano, sono fighissime.
Se decido di non andarci pensando siano una cagata, si scopre poi che regalavano barili di Barolo e aragoste ripiene di sushi di porcini e caviale.
Se ci vado, hanno appena finito tutto. Alle 18.
(Ponghi)
Quelle donne che usano il marito (senza il quale non sopravviverebbero un solo giorno) come loro unica arma giocattolo contro il resto del mondo.
Per esempio, al ristorante, se manca l’acqua, esse irrimediabilmente diranno al marito di ordinare l’acqua, invece di chiederlo esse stesse al cameriere.
(moscone)
La parola “termoarredo” per significare il termosifone del CESSO.
(moscone)
Quelle che vogliono fare le fighe su tacchi da 15cm, che oltre a camminare “sulle uova”, dopo 5 minuti le vedi con le paperine. Rinunciate in partenza, ci fate più bella figura.
(Emy)
Nel mio “fantastico” ufficio nuovo open-space, alcune mie vicine lavorano chiacchierando ad alta voce, raccontandosi problemi casalinghi,sentimentali etc. etc.
Io che invece ho bisogno di silenzio sono sempre combattuta tra mettere le cuffie per non sentirle e cambiarmi di posto.
(vasodicoccio)
Il cambio degli armadi, con i calzini spaiati che non si appaiano neanche a questo giro (che faccio, li butto o aspetto il prossimo cambio che magari salta fuori l’altro?), e i vestiti che non metto da anni ma non si sa mai, spiace buttarli e magari un domani possono venir bene, li tengo ancora un po’…
(vasodicoccio)
Ultimi Commenti