Quasi tutti i commenti dei video di Repubblica terminano con la frase “E il video spopola sulla rete”. Es: “Inghilterra, l’impresa di un uomo che prova a guidare la macchina, senza le catene, nonostante il gelo. Ma anche a piedi non gli va meglio. E il video spopola sulla rete”
Quando cammini per strada e vedi la classica coppietta di fronte a te che sta discutendo a voce alta di argomenti di dubbia utilità sociale (ad esempio: la ciccia che ha baciato il ciccio). Appena tale gruppo si accorge di te cala un silenzio tombale che dura fino a quando non li hai superati e sei a debita distanza. Al che la coppietta fiera di aver difeso il proprio importantissimo segreto ritorna a discutere delle proprie idiozie con la voce a volume megafono…
Vedi un film catastrofico, vai a dormire e ti svegli nel cuore della notte elucubrando se le faglie vulcaniche viste nel film non avrebbero inghiottito/fatto evaporare gli ocean invece di generare immensi tsunami. Ti appassioni al ragionamento e la notte di sonno e’ bella che sputtanata.
Auto coperta di neve. Il piano e’ apparentemente semplice: entrare in macchina, chiudere la porta e fare andare il tergicristalli. Se non che ogni tanto la cosa va storta, per fretta o disattenzione, e fai partire il tergicristallo nel momento in cui inizi a chiudere la portiera. Morale, la neve passa dal parabrezza all’interno portiera, e da li’ catapultata sul guidatore (che poi saresti tu).
Quando durante una conversazione (di lavoro) col messenger ti viene il dubbio di avere scritto una frase un po’ dura, oppure volevi essere divertente ma ti sorge il dubbio che l’altro, per mancanza di senso dell’ umorismo, potrebbe non capire o capire male, e ti tocca buttare li’ un paio di faccine per raddrizzare la situazione.
Quando al lavoro sei costretto da impellenti bisogni fisici “solidi” a usufruire del bagno aziendale. E quando hai finito il tuo “solido” si riesce a incastrare perfettamente in diagonale nella tazza costringendoti a tirare la catena 300 volte e a lavorare di spazzolone per rimuovere ogni traccia del tuo passaggio…
Dopo che hai lavorato TUTTA una mattina ad una pagina di 2276 righe di elaborazioni dati in entrata e uscita da svariati database tornare dopo la pausa pranzo e trovarsi la suddetta pagina COMPLETAMENTE MISCHIATA e OVVIAMENTE NON FUNZIONANTE!!!
Quelle simpatiche e gustose polpettone che quando le mangi tutte intere presentano sistematicamente al loro interno un simpatico e microscopico pezzo di ossicino non commestibile, e l’unico modo per riuscire a rimuoverlo è sputare tutto…
Che fastidio atroce quando al lavoro devi concentrarti su un lavoro urgente e tutto e tutti ti rompono i coglioni proprio in quel momento: il collega part-time idiota e rilassato ti chiede come stai e vuole parlare perchè non ha un cazzo da fare, arrivano cento telefonate, suona il campanello, il collega di fronte sgatarra come fosse nel suo bagno e poi parla al telefono 2 ore con sua moglie con volume da megafono per farti sapere i cazzi suoi, ed infine arriva l’ennesima collega dopo la 40esima pausa caffè e ti chiede come mai sei così seria …….. mavaffanculo!!!
Che lavoro faccio? Receptionist/centralino/Impiegata ufficio Acquisti…..Dove lavoro? Al manicomio, o almeno così sembra…
Il piano del tavolo della mia cucina e’ formato da due meta’ che scorrono verso l’esterno quando lo vuoi allungare. Quando ci mangi sopra senza la tovaglia, le briciole subiscono una misteriosa attrazione verso il solco che divide le due meta’, e l’unico modo per levarle e’ con l’aspirapolvere a tutta manetta.
Le pistole del benzinaio self service che non hanno il blocco per tenere la pompa in funzione, per cui devi stare chino sui gas malefici per tutto il tempo del pieno.
Quelli che, in metropolitana, non si tolgono quello zaino gigantesco dalla schiena: ad ogni sussulto ti spingono in giro come se ce l’avessero proprio con te.
Che odio il nuovo jingle pubblicitario della trasmissione radiofonica “Radio Anch’io”… ora piu’ che una trasmissione di attualita’ e approfondimento sembra un varieta’ di Teo Teocoli…
Quelli che se gli fai una domanda si sentono in obbligo di farti uno spiegone di 10 minuti, senza punteggiatura e senza mai tirare il fiato, sul perche’ una cosa e’ assolutamente impossibile e poi piazzano li un “MA” -pausetta- e in due parole liquidano cio’ che ti interessava veramente sapere.
Entri nel bagno di un locale pubblico regolarmente sudicio per fare la pipi’ e trovi l’asse abbassato. A quel punto si scatenano mille dubbi sul non volerlo toccare e fare il maleducato come gli altri 20 prima di te o farti violenza e alzarlo prima di espletare.
Che fastidio quando per lavoro capiti in un’azienda (scusate il termine) in cui ti tocca chiedere informazioni tecniche ad un impiegato a cui non gliene frega un cazzo ne’ dell’azienda stessa, ne’ tantomeno di aiutare te. Non, badate bene, per un fattore personale verso di te, ma come forma di protesta personale e silenziosa (e patetica, aggiungo io) contro l’azienda. Per cui a qualunque richiesta da parte tua, la risposta sara’ sempre “non me ne occupo io”, “devi chiedere a qualcun altro”, eccetera, oppure un sfilza di “no/si” senza mai aggiungere di propria iniziativa quel minimo ovvio di informazione che renderebbe tutto piu’ semplice.
La lodevole iniziativa della raccolta differenziata, se non fosse che:
A) ti trovi con 12000 contenitori sul balcone
B) non sai mai se un fazzoletto smoccolato va nella carta, nell’umido o nell’ indifferenziato
C) la lampadina, bisogna rompere la parte in vetro nel vetro e il bulbo nell’ alluminio?
D) il pannolino usato (pupu) va prima “svuotato” nell’organico e poi buttato nella plastica? (ovviamente dopo averlo accuratamente lavato)
E) nel contenitore della plastica NON puoi mettere, per esempio il bicchiere (di plastica) della macchinetta del caffè se non DOPO AVERLO LAVATO!!!
p.s. non trovate fastidioso dover lavare la monnezza prima di buttarla? Io mi ritrovo a fare delle lavastovoglie di bucce di banana, bicchieri di carta e contenitori del coccolino prima di buttarli !!!
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