Zozzoni
Uncategorized 2 Comments »Quelli che aprono il pacchetto di sigarette e con nun curante leggiadria e naturalezza lasciano cadere la plastichina sul marciapiede.
(Zanza)
Quelli che aprono il pacchetto di sigarette e con nun curante leggiadria e naturalezza lasciano cadere la plastichina sul marciapiede.
(Zanza)
Quando sogni che stai per morire, ma all’ ultimo ti svegli sempre. E lasciami provare a morire una volta, eccheccazzo.
(moscone)
Che fastidio che le label colorate di gmail sono lunghe tanto quanto il loro testo, per cui tutte di lunghezza diversa, per cui tutti i soggetti delle mail non archiviate sono disallineati.
(moscone)
Premetto che gia’ mi irrita da morire il rumore galoppante che fanno certe donne con i tacchi delle scarpe durissimi e pesantissimi. Ci sono poi quelle, di solito dalla falcata corta, che ti camminano dietro facendo clopclop con un ritmo irraggiungibile anche per un quadrupede e che, per di piu’, un passo ogni tre strisciano il tacco. Dal suono che emettono ti pare che debbano superarti in un secondo come dei treni in corsa, invece stanno li dietro a zampettare come delle matte per centinaia di metri.
(Ponghi)
Che fastidio quando un fottuto vulcano islandese decide di esibirsi in una eruzione gigantica e paralizza il traffico aereo di tutto il nord Europa proprio il giorno in cui tu dovevi tornare a casa da Bruxelles. Ma vaffanculo.
(moscone)
Quando al cinese ordini in due lo stesso piatto e ti portano la “porzione doppia” che equivale mediamente ad una porzione e mezza.
(Zanza)
Che fastidio quelle mamme che in ogni circostanza (particolarmente quando portano e ritirano i bambini all’asilo) in cui ci sono altre persone, trattano e parlano al bambino come se fossero della attrici che sanno di essere osservate. Mettono il volume a 2x, e dicono al bambino frasi e battute idiote, lo cazziano finto-bonariamente per un nonnulla, con un occhio ed orecchio alle reazioni del pubblico intorno, al quale, in verita’, di quella povera creatura non gliene frega un cazzo. Poveri bambini.
(moscone)
Quando rientri tardi la sera/notte e cerchi di fare TUTTO senza emettere nemmeno un decibel con il risultato OPPOSTO che anche appoggiare le ciabatte (di spugna) sul pavimento fanno un tonfo che si sente a svariati chilometri di distanza da casa tua.
(TonyJay)
Quando l’autista (infame) chiude le porte dell’autobus prima che tu sia riuscito a scendere dallo stesso.
(Von)
Ti siedi al bar per mangiare e di fianco a te, nel solito tavolino a 5 cm dal tuo, arriva una coppietta di fidanzati (no anelli alle dita), e riconosci in lei la donna stracciacazzi. Essa e’ identificabile in prima istanza dall’ abbigliamento (a 25 anni si veste e si pettina come mia zia, e porta la sciarpa anche ad agosto), ed in seconda dalla litania infinita di lamentele che inizia a propinare al fidanzato. Il quale, tra l’altro, viene da essa additato come responsabile della maggior parte possibile dei suoi motivi di discontento. Tu vorresti allora trovare il coraggio di urlargli (a lui) in faccia “MA MANDALA AFFANCULO”, se non che quel coraggio non ce l’hai, anche perche’ poi magari lui ti gonfia. Ultima nota: al momento del caffe’, la nostra eroina lo ordina “decaffeinato e col dolcificante”. Tipico.
(moscone)
Quanto tempo della mia vita avro’ sprecato a cercare nei settaggi dei programmi che uso piu’ sovente l’opzione che lo fa partire o meno all’avvio di windows. E’ incredibile come ognuno (messenger, skype) riesca a nasconderlo nei menu. Er meio e’ Pidgin, che necessita l’installazione di un plugin per esporre l’opzione (sigh). E ogni volta che cambio computer o setto un account, non mi ricordo di tale chicca, e dopo avere errato per i (per fortuna pochi) menu, devo leggere l’help online ecc ecc.
(moscone)
Quel giubbotto con il taglio della stoffa che copre la cerniera per renderlo piu’ cool, peccatto che, una volta su due, quando fai per aprire la tasca la stoffa si inserisce fra la “macchinetta” e i denti bloccando lo scorrimento… il tutto mentre il telefono che hai in tasca sta’ suonando e tu non riuscirai mai a rggiungerlo in tempo.
(Zanza)
Continui a girarti nel letto e, quando finalmente trovi la posizione comoda, una mano ti spunta fuori dal letto stesso.
(Ponghi)
Quando lavi una roba a mano, la strizzi bene…ma veramente bene, la stendi e dopo 3 minuti quella comincia a gocciolare sul pavimento!
(Tappullo)
Le simpatiche festività di qualsiasi genere delle quali desideri l’arrivo per mesi. Poi invece quando sono imminenti ti ritrovi sempre in attesa di pacchi/bonifici/spedizioni urgentissimi e non puoi far altro che maledirle per il fatto che devi aspettare inutimente 4-5 giorni in più.
(Predy)
Quando hai sete… ma proprio sete… e ti danno una bottiglia con un microbicchiere, e per fare l’educato e non bere “a collo”, sei constretto a riempire decine di volte, cosa che ti fa venire ancora piu’ sete…
(Zanza)
Mai lavorato su un computer in Francia, Belgio o altre lande francofone? La tastiera azerty (per i profani, alcune lettere sono in tutt’altro posto rispetto alle tastiere qwerty usate nel resto del mondo) mi ha fatto bestemmiare copiosamente anche in quaresima.
(moscone)
Al lavoro uso una di quelle classiche sedie regolabili in altezza col la levetta sotto il sedile, che se la sollevi la sedia si alza completamente se tu sei alzato, mentre si abbassa completamente se ci sei seduto. Chiaro no? Va be’, queste sedie hanno anche i braccioli, e dato che, quando ti alzi, la sedia si solleva di un paio di centimetri, capita spesso che un bracciolo finisca sotto il ripiano del tavolo, cosi’ che quando ritorno a sedermi e tiro la sedia verso l’esterno, BAM, il bracciolo decompresso esplode. Mi saro’ spiegato?
(moscone)
La macchina esattamente a quella velocita’ e il finestrino aperto esattamente a quel livello e il rimbombo di aria spaccatimpani che si crea.
(Zanza)
Che fastidio quei conduttori ti tg che ogni tre parole mettono dentro quel breve suono bovino a meta’ tra “mmm” e “eee”, per darsi un tono, credo, ma che a me invece fa cambiare canale.
(moscone)
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