Quelli che credono che toccarti il monitor renda piu’ penetranti le loro osservazioni. Gia’ potrei strozzarli quando lo fanno con una biro, ma gli farei ingoiare un cesto di scorpioni vivi quando usano il dito e lasciano la relativa ditata.
Che fastidio quei programmi che quando si istallano creano la loro icona sul desktop una descrizione piu’ lunga di una riga. Che so, per esempio vlc, si fa l’icona (il cono a strisce), e sotto ci scrive “VLC media player”, ma “player” finisce sotto “VLC media”, e quindi io devo star li’ a cambiargli nome, in quanto sui miei computer e’ vietata la doppia riga.
Quelli che uscendo dal garage sotteraneo che da’ direttamente sul marciapiede, piombano agli 80 all’ora in mezzo ai pedoni. Tu lo sai e tutte le volte che passi di li’ sei costretto ad affacciarti con una manovra da cecchino dei marines prima di passare oltre.
Che fastidio che le label colorate di gmail sono lunghe tanto quanto il loro testo, per cui tutte di lunghezza diversa, per cui tutti i soggetti delle mail non archiviate sono disallineati.
Premetto che gia’ mi irrita da morire il rumore galoppante che fanno certe donne con i tacchi delle scarpe durissimi e pesantissimi. Ci sono poi quelle, di solito dalla falcata corta, che ti camminano dietro facendo clopclop con un ritmo irraggiungibile anche per un quadrupede e che, per di piu’, un passo ogni tre strisciano il tacco. Dal suono che emettono ti pare che debbano superarti in un secondo come dei treni in corsa, invece stanno li dietro a zampettare come delle matte per centinaia di metri.
Che fastidio quando un fottuto vulcano islandese decide di esibirsi in una eruzione gigantica e paralizza il traffico aereo di tutto il nord Europa proprio il giorno in cui tu dovevi tornare a casa da Bruxelles. Ma vaffanculo.
Che fastidio quelle mamme che in ogni circostanza (particolarmente quando portano e ritirano i bambini all’asilo) in cui ci sono altre persone, trattano e parlano al bambino come se fossero della attrici che sanno di essere osservate. Mettono il volume a 2x, e dicono al bambino frasi e battute idiote, lo cazziano finto-bonariamente per un nonnulla, con un occhio ed orecchio alle reazioni del pubblico intorno, al quale, in verita’, di quella povera creatura non gliene frega un cazzo. Poveri bambini.
Quando rientri tardi la sera/notte e cerchi di fare TUTTO senza emettere nemmeno un decibel con il risultato OPPOSTO che anche appoggiare le ciabatte (di spugna) sul pavimento fanno un tonfo che si sente a svariati chilometri di distanza da casa tua.
Ti siedi al bar per mangiare e di fianco a te, nel solito tavolino a 5 cm dal tuo, arriva una coppietta di fidanzati (no anelli alle dita), e riconosci in lei la donna stracciacazzi. Essa e’ identificabile in prima istanza dall’ abbigliamento (a 25 anni si veste e si pettina come mia zia, e porta la sciarpa anche ad agosto), ed in seconda dalla litania infinita di lamentele che inizia a propinare al fidanzato. Il quale, tra l’altro, viene da essa additato come responsabile della maggior parte possibile dei suoi motivi di discontento. Tu vorresti allora trovare il coraggio di urlargli (a lui) in faccia “MA MANDALA AFFANCULO”, se non che quel coraggio non ce l’hai, anche perche’ poi magari lui ti gonfia. Ultima nota: al momento del caffe’, la nostra eroina lo ordina “decaffeinato e col dolcificante”. Tipico.
Quanto tempo della mia vita avro’ sprecato a cercare nei settaggi dei programmi che uso piu’ sovente l’opzione che lo fa partire o meno all’avvio di windows. E’ incredibile come ognuno (messenger, skype) riesca a nasconderlo nei menu. Er meio e’ Pidgin, che necessita l’installazione di un plugin per esporre l’opzione (sigh). E ogni volta che cambio computer o setto un account, non mi ricordo di tale chicca, e dopo avere errato per i (per fortuna pochi) menu, devo leggere l’help online ecc ecc.
Quel giubbotto con il taglio della stoffa che copre la cerniera per renderlo piu’ cool, peccatto che, una volta su due, quando fai per aprire la tasca la stoffa si inserisce fra la “macchinetta” e i denti bloccando lo scorrimento… il tutto mentre il telefono che hai in tasca sta’ suonando e tu non riuscirai mai a rggiungerlo in tempo.
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